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lunedì 8 dicembre 2008

Corso Gratuito per Tecnico Teatrale

La Regione del Veneto ha approvato il progetto per la formazione professionale superiore del settore dello spettacolo che comprende il corso per tecnico teatrale promosso dalla Fondazione Aida in collaborazione con le compagnie professionali La Piccionaia , I Carrara di Vicenza e Il Gruppo Alcuni di Treviso. La finalità del corso, interamente gratuito, è fornire il bagaglio necessario per intraprendere questa professione dai molteplici sbocchi lavorativi. Il corso, che si svolgerà a Verona presso le aule formative della Fondazione Aida (via Luigi Bonomi), si rivolge a 15 giovani non occupati, maggiorenni, che hanno assolto l’obbligo dell’istruzione.
L’obiettivo è formare una figura tecnica di base e soddisfare la richiesta di tecnici professionalmente preparati da parte dei teatri stabili, compagnie e organizzazioni teatrali.Il percorso propone una formazione di base nelle aree di elettrotecnica, illuminotecnica, fonica, costruzione di scene, allestimento di spettacolo, norme di sicurezza applicate allo spettacolo dal vivo; offre inoltre l’opportunità di aprire lo sguardo alla dimensione europea, attraverso le lezioni (40 ore) studio all’ISTS ad Avignone (Francia), il principale centro di formazione europeo specializzato nelle figure tecniche dello spettacolo dal vivo. Durante il percorso è previsto anche uno stage presso alcune strutture professionali del Veneto. Requisiti per la partecipazione: maggiore età; diploma di scuola superiore o qualifica professionale. La partecipazione è interamente gratuita.Scadenze ed iscrizioni:Le domande d’iscrizione (previa richiesta telefonica dell’apposito modulo al numero 045-8001471, 595284) andranno inviate insieme al proprio Curriculum Vitae entro e non oltre giovedì 8 gennaio 2009 a uno dei seguenti indirizzi: e-mail formazione@f-aida.it , fax 045-8009850. I possessori di curricula valutati idonei verranno convocati per il colloquio di selezione finale di lunedì 12 gennaio. Inizio lezioni: mercoledì 21 gennaio 2009.A termine del corso sarà rilasciato Attestato di Frequenza.Per maggiori informazioni:FONDAZIONE AIDA/Ufficio FormazioneEliana MercantiTel. 045 8001471-045 595284 - fax +39 045 8009850e-mail: formazione@f-aida.it - www.fondazioneaida.it

giovedì 6 novembre 2008

...a proposito di insieme...



A proposito di INSIEME…


IL TEATRO DELL’ OPPRESSO è una filosofia teatrale che comprende differenti tecniche create dal regista brasiliano Augusto Boal già direttore del teatro Arena di San Paolo. Le accomuna l'obiettivo di fornire strumenti di cambiamento personale, sociale e politico per tutti coloro si trovino in situazioni di oppressione.

Ispirato alle idee di Paulo Freire ed al suo conosciuto trattato, La Pedagogia degli Oppressi, Il Teatro dell'Oppresso nasce in Brasile negli anni 70, in un clima di lotte operaie e contadine. In origine questo metodo era un mezzo per rendere coscienti le persone rispetto ai conflitti sociali.
Nel suo passaggio in Europa il teatro dell'oppresso è stato utilizzato per lavorare sui conflitti personali.
Il teatro e la recitazione hanno qui il fine di rappresentare le oppressioni quotidiane con l'intento di trovare strategie per la trasformazione dei conflitti.
Oggigiorno si applica in tutto il mondo dove l'oppressione continua ad esistere sia in forme sottili che conclamate, principalmente come squilibrio di potere o esclusione sociale. Uno dei motivi della popolarità del TdO è l'idea di attivare lo spettatore ponendolo al centro del lavoro teatrale, al fine di includere differenti rappresentazioni della realtà ed esplorarne possibili trasformazioni in forma creativa e socializzata.

Fondazione Aida ha pensato ad un laboratorio teatrale per adolescenti con le tecniche del TdO. Attraverso un insieme di esercizi, giochi e tecniche teatrali che hanno lo scopo di “de-meccanizzare” fisicamente e intellettualmente le persone che lo praticano, il TdO propone il dialogo come mezzo per riflettere e trovare alternative ai conflitti interpersonali e sociali che fanno parte della vita quotidiana degli attori e degli spettatori. Si fa promotore di iniziative e dibattiti che portano le persone a riflettere su problemi attuali della realtà in cui viviamo.

Homo Faber

Francesco ha 11 anni e frequenta la prima media. Le lezioni durano solitamente sino alle 15.00 (il venerdì, gli va di lusso: finisce alle 13)
Ma per un bambino che da qualche anno sa che Babbo Natale è l’alter ego del “papi” – ovvero colui che “lecitamente” sopperisce alle mancate attenzioni del genitore con beni materiali – ed il cui motto è “da grande farò tanti soldi come il mio papà” – ecco, per un bambino dell’età borghese contemporanea, l’imperativo è (ahilui) crescere.
Crescere sano, sveglio, agile ed atletico, nonchè colto e ricettivo abbastanza da sbaragliare la concorrenza di migliaia di future cellule produttive del sistema capitalista occidentale.
Che fare allora?? Anzi, che far fare al nuovo bambino già proiettato nel mondo dei grandi??
La mamma di Francesco ha deciso che l’adorato pargolo avrà tutta la settimana impegnata – in modo che si abitui ai ritmi frenetici del nuovo millennio - : il lunedì pomeriggio c’è il corso di rugby e poi quello di pianoforte. Il martedì, invece, catechismo e inglese – le lingue straniere devono essere assorbite da subito - . Il mercoledì Francesco si definisce libero. Giovedì invece il corso di nuoto e le lezioni di tedesco. Venerdì pomeriggio i compiti per la settimana successiva.
Non è dato sapere cosa faccia Francesco nel week end, ma nell’aria svolazza l’idea di un corso di sci (quello di vela, al lago, è terminato a settembre!).
D’altra parte non ci sono più i cari vecchi “parchi cittadini”: quelli che una volta erano mèta preferita dei nonni e fanciulli triciclizzati, ora pullulano di loschi figuri barcollanti – vino, droghe, varie ed eventuali? – e di, ancor più pericolosi, operatori ecologici muniti di automezzi che paiono usciti da Blade Runner.
Ed il giardino sotto casa?
Quale casa? Quale giardino? Cementificazione, sovrapopolazione, traffico, smog e probabilmente anche la pioggia che arriccia i capelli non permettono più le fughe sotto casa o la costruzione di casette sull’albero – è molto probabile, tra l’altro, che l’albero sia stato abbattuto per far posto ad un parcheggio o sia semplicemente morto-.
E se a Babbo Natale non crede più, figuriamoci alle favole!
D’altra parte chi gliele racconterebbe??

La mamma di Francesco : giovanilissima e atleticissima signora è impegnatissima sul lavoro fino a sera. Si rilassa tre volte la settimana con una partitina a tennis con l’amica ed il giovedì sera al cineforum. Legge, è dedita ad attività filantropiche, cucina – bene, pare – e trova anche il tempo per fare dello shopping e le marmellate fatte in casa. Frequenta, da anni, un corso di danze popolari.
Il babbo? Figura mitologica: fuori per lavoro dal lunedì al sabato. La domenica si riposa tutto il giorno (lo ha fatto anche Dio, no?)

Daniele Silvestri, che non c’entra nulla con la famiglia di cui sopra, ha scritto una canzone che fa pressappoco così:
“…e meno male che ho l'istinto e l'abitudine
ad arginare questo vuoto di inquietudine
perché se avessi meno cose per cui correre
dovrei guardare in faccia il buio
farmi raggiungere…”

Lungi da noi l’intento moralizzante delle masse annichilite e frustrate dall’accumulo…anzi!! Fondazione Aida ha pensato proprio a dei laboratori cui potrete iscrivervi nel caso aveste un paio di ore libere alla settimana.
La differenza?
Trovatela voi:

Fazzoletti e Nuvole è un laboratorio per insegnanti, genitori, nonni, studenti che vuole proporre un approccio originale agli oggetti della nostra quotidianità. Che fare di una scarpa? E di un mestolo? Mettendo una gruccia nel frigo che succede? Ovvero: estraniando gli oggetti dal loro usuale contesto, di quale nuovo significato si caricano?Quali le loro potenzialità espressive? Come?
Le tecniche di manipolazione e improvvisazione acquisite potranno essere applicate con bambini e ragazzi.
E se una sera, mamma e figlio, disdicessero gli impegni e giocassero un po’ INSIEME?