martedì 9 giugno 2009

Le caminade 26-27-28-29 giugno

Avete mai pensato a una passeggiata per i viottoli di Verona? La verona nascosata, la Verona che nelle buie notti dell’800 veniva animata da piccoli artigiani, commercianti e pescatori che dopo una lunga giornata di lavoro si ritrovavano nelle osterie per l’ultimo goto, ovi duri e una briscola.. Quello che vi proponiamo con “Le caminade” è una riscoperta di questi luoghi cercando di riscovare il sapore perduto della Verona dell’epoca. Accompagnati da un cicerone esperto d’arte e tradizioni sarete protagonisti di una passeggiata, di circa due ore, che prevede 2 momenti di degustazione nelle osterie più tipiche della città.

Il ritrovo è alle 17.30 al ponte Nuovo, si passerà da Piazzetta Pescheria testimone dei ritrovi notturni dei pescatori, per proseguire in Vicolo Gatto al Carroarmato, via Duomo in sgarberia, dove veniva sgarzata la lana, in campidoglio dove una frase testimonia l’amicizia tra Sacchetti e Quasimodo e il fermento culturale del dopoguerra e, passando dai 12 Apostoli, si conluderà alla Bottega del Vino, locale fondato da Quirino Sacchetti e frequentato da grandi artisti come Salvatore Quasimodo e Pier Paolo Pasolini.

Alla conclusione della Caminada siete tutti invitati allo Spazio Enoteca U.VI.VE (Unione Consorsi Vini veneti Doc) Gran Guardia – Piazza Brà, per un brindisi in compagnia!

Prezzo Caminade: 15 euro con iscrizione obbligatoria.
Ingresso enoteca U.VI.VE (Unione Consorsi Vini veneti Doc): gratuito per gli iscritti alle Caminade, percosrsi in bicicletta, Cena al buio e Vinosofia, aperitivo, cena ed incontro a Casa Pierina e La Cavalchina.

giovedì 21 maggio 2009

Apologia del bevitore

Lo sapevate?
L’enosofia è una nuova teoria formulata da Maurizio Rosso nel 2001, con l’intenzione di “inaugurare il nuovo millennio ad una comprensione più completa del prodotto vino, anche nei suoi risvolti culturali e filosofici”.
Il suddetto pensatore, dopo aver attivato un sito internet ha fornito alcune utilissime definizioni dei termini legati al vino, anzi, all’oinos (il termine greco per vino).

Enosofia, dal greco “conoscenza del vino” quale scienza umana che indaga il rapporto soggettivo dell’uomo con il vino. Essa si propone di demistificare l'idea di un'analisi oggettiva del vino e di sostituirla con lo studio del rapporto tra soggetto (bevitore) e oggetto (vino) inteso come unica esperienza possibile di conoscenza del vino. In altre parole un vino non esiste per il bevitore finchè non viene bevuto, non può essere concepito indipendentemente dall'esperienza del bere e va studiato in relazione dinamica con il soggetto bevente. ...
Ebbene...sentiamo di dover ringraziare sentitamente Maurizio Rosso per ciò che l’umanità, da millenni, attendeva: la teorizzazione di un concetto sfruttato da pensatori ellenici, presocratici, cartesiani e postmoderni per giustificare alla moglie le vermiglie gote e la camminata barcollante al ritorno da una bevuta tra amici.
”Amore, Paolo ha scovato quella cantina...Ulrico la tal bottiglia...e sai..ogni sorso è un’esperienza diversa!” E se la Signora non la beve..se non altro la si prova ad intortare con le parole!

Grazie caro Dr. Rosso, ma a Fondazione Aida era già venuto in mente qualche cosa di simile: “l’alibi culturale” al calice in mano!
Ebbene sì, già dieci anni or sono, quei geniacci della Fondazione hanno ideato, organizzato e promosso l’ormai storica rassegna “Sorsi d’Autore”, che nel 2009 giunge appunto alla X edizione!
Il rosso corposo, per esempio, non si abbina solo ad un buon filetto, ma anche ad un autore noto e magari un po’ impegnato (eufemismo per trattare figure “pesantucce”) dell’ambiente filosofico italiano.
E perchè non gustare le esperienze di una figura storica della televisione italiana assieme ad un vino d’annata?
Ecco insomma che la presentazione di libri, la trattazione di tematiche economiche, politiche e sociali, possono essere un ottima scusa per raggiungere luoghi ameni del veronese ed assaporare un calice di nettare locale DOC in compagnia di uno stimato sommelier.

Sorsi d’Autore, un evento dedicato agli enosofi, agli enologi, agli enonauti, ai turisti del vino e dei sapori in generale...che per questa volta, sarebbe d’uopo, potrebbero venire accompagnati dalla propria Signora!

www.sorsidautore.it

martedì 21 aprile 2009

Filastrocche newyorkesi

Dalla settimana scorsa i nostri prodi sono in trasferta a Nuova York, per portare le filastrocche ed il teatro di Gianni Rodari oltreoceano. Di esportare il verbo, di fatto, non ce ne sarebbe bisogno, visto che gli scritti dell'autore e pedagogista italiano sono stati tradotti in quasi tutte le lingue del mondo. Ma Fondazione Aida ha deciso di approfondire e spiegare la vita e le opere di Rodari attraverso una serie di iniziative tra Manhattan, Chicago ed il Mitchigan.
Anzitutto uno spettacolo tratto dal suo racconto La Freccia Azzura, poi con una mostra itinerante con le copertine dei libri illustrati da Munari, Altan ed Emanuele Luzzati. ma non è finita qui: ad animare i disegni ed i colori della mostra ci saranno delle letture animate e degli approfondimenti tematici.
La Fantasia, insomma, invade le strade grigie e caotiche delle grandi città americane...

Filastrocca impertinente
Gianni Rodari

Filastrocca impertinente,
chi sta zitto non dice niente;
chi sta fermo non cammina;
chi va lontano non s’avvicina;
chi si siede non sta ritto;
chi va storto non va dritto;
e chi non parte, in verità,
in nessun posto arriverà


giovedì 9 aprile 2009

TERREMOTO IN ABRUZZO: SOSTENIAMO CONCREATAMENTE L'UOVO - Teatro Stabile di Innovazione, gravemente danneggiato dal sisma del 6 aprile

I teatri stabili di innovazione sono teatri stabili con finalità culturali definite, che svolgono, con carattere di continuità, attività di produzione e promozione nel campo della sperimentazione, della ricerca e del teatro per l'infanzia e la gioventù.
Le sinergie che si vengono a creare nei rapporti tra i diversi –seppur esigui- Teatri Stabili in Italia sono fondamentali per l’innovazione culturale e la promozione del teatro tra i bambini ed i ragazzi.
Fondazione Aida, in qualità di Teatro Stabile di Innovazione collabora attivamente, tra gli altri con L’Uovo – Teatro Stabile di Innovazione Onlus di L’Aquila, la città colpita dal terremoto di domenica notte.
Ci sentiamo pertanto di dare il nostro sostegno a coloro che, come noi, lavorano da oltre 30 anni nella sperimentazione drammaturgia e soprattutto nella educazione e nella formazione teatrale dei giovani, privilegiando un solido rapporto di collaborazione con l’istituzione scolastica ed il territorio.
Anche L’UOVO di L’Aquila infatti, come Fondazione Aida a Verona, produce e organizza una serie di rassegne dedicate alle scuole e alle famiglie, non solo della provincia abruzzese, ma anche a livello nazionale ed internazionale.
Il terremoto di domenica notte, però, ha causato la quasi totale distruzione delle strutture de L’Uovo: il Teatro San Filippo di L’Aquila è tutt’ora inagibile, così come magazzini ed uffici; mentre le attrezzature – dalle scenografie ai costumi – sono sostanzialmente inutilizzabili.
In un periodo già difficile per la cultura italiana Fondazione Aida sostiene L’Uovo – Teatro Stabile di Innovazione Onlus e Vi invita a contribuire, seppur con poco, alla ricostruzione del fondamentale patrimonio artistico di cui L’Uovo si fa portatore.
Per questo, Fondazione Aida ha deciso di devolvere l’intero ricavato dell’anteprima della nuova produzione: Hijab – o del confine (regia di Letizia Quintavalla) a L'Uovo Teatro Stabile di Innovazione Onlus di l'Aquila.
L’incasso del debutto dello spettacolo, che si terrà al Teatro Filippini di Verona l’8 e 9 maggio 2009 alle ore 21.00 ed il 7 e 9 maggio alle ore 10.30 (per le scuole superiori) verrà devoluto interamente agli amici de L’Uovo.

Inoltre, per chi volesse partecipare ad una, tra le tante manifestazioni di solidarietà, attraverso una donazione, queste le coordinate bancarie:

Associazione Teatrale L’Uovo Onlus

L’Aquila

IBAN: IT/40/F/06040/03601/000000031653

martedì 7 aprile 2009

TERREMOTO IN ABRUZZO: SOSTENIAMO L'UOVO - TEATRO STABILE DI INNOVAZIONE


L’Uovo è il Teatro Stabile di Innovazione avente sede a L’Aquila, che da oltre 30 anni opera nel teatro per bambini e ragazzi a livello nazionale ed internazionale.
Le rassegne per scuole e famiglie vengono messe in scena non solo a L’Aquila, ma anche a Sulmona, San Salvo, Atri.
Il terremoto di domenica notte ha causato la totale distruzione delle strutture – il Teatro San Filippo di L’Aquila, magazzini, uffici – e attrezzature – scenografie, costumi di scena ecc..
In un periodo già difficile per la cultura italiana Fondazione Aida invita a devolvere un contributo per la ricostruzione del fondamentale patrimonio artistico di cui L’Uovo si fa portatore.
A breve posteremo indicazioni su come aiutare gli amici de L'UOVO.

giovedì 19 marzo 2009

22 marzo ore 11.15 Piazza Erbe Verona (in caso di pioggia Corte Mercato Vecchio)

Prosegue la scoperta dei grandi che hanno fatto Verona.

Per Biografie Musicali, l’Assessorato all’Istruzione presenta la Verona medioevale di Cangrande della Scala, la storia del principe armato che domina la città dall’alto di Castelvecchio, è raccontata ai bambini da una cantastorie sulle note di I Capuleti e i Montecchi di Bellini e la villanella “Canta lo cuco” di Marcantonio Pordenon

Ingresso libero e gratuito

Un principe armato e sorridente sul suo cavallo vigila Verona da Castelvecchio. Questa è l’immagine più conosciuta di Alberto I Canfrancesco, nato nel 1291 a Verona, terzogenito della famiglia della Scala, il condottiero che, nel 1298, viene investito dell’appellativo «Canis magnus» e nel giugno del 1308, al comando dell’esercito veronese e mantovano, sconfigge i guelfi bresciani segnando la prima di una serie di conquiste che rendono Cangrande della Scala eroe nel periodo buio della storia, guida politica e militare nel cuore del basso medioevo. Colui che cavalcando la storia ha difeso la città scaligera, ha esteso il suo territorio da Vicenza a Belluno passando per Feltre e Padova. L’eroe che in un’ottica di espansione, ha dimostrato di avere ottime doti diplomatiche e di saper tessere relazioni commerciali importanti, con Venezia nel 1323, con Padova nel 1320 grazie al trattato di pace e le alleanze che hanno reso la città scaligera punto economico e politico importante e significativo. Proprio per questo, per scoprire una parte della storia di Verona nella biografia di questo personaggio, l’Assessorato all’Istruzione del Comune di Verona, presenta nell’ambito della manifestazione culturale Biografie Musicali, domenica 22 marzo, ore 11.15, in piazza Erbe, gli episodi più significativi dell’eroica vita di Cangrande della Scala, un’occasione come afferma l’Assessore Alberto Benetti “per far conoscere ai bambini, in un giorno di festa e di condivisione con la propria famiglia, la vita del principe che ha segnato la storia di Verona e di come, i racconti e le leggende eroiche, siano intrise di rimandi con le tradizioni”. Dà voce a questo personaggio la regista ed attrice Catia Pongiluppi, sulle musiche di Bellini I Capuleti e i Montecchi “Oh! Quante volte o quante” (Aria di Giulietta) e “Tace il fragor” (Giulietta), di Charles Gounod, Romeo et Juliette, “Ah! Je veux vivre” (Aria di Juliette), di Marcantonio Pordenon, “Canta lo cuco”, villanella, una forma di canzone profana nata in Italia nella prima metà del XVI secolo. La direzione musicale è di Andrea Mannucci, esecuzioni di Elisa Luppi (soprano), Julie Butturini (chitarra), Olmo Chittò (percussioni).

giovedì 5 marzo 2009

Gli artisti e l'articolo di Alessandro Baricco

in seguito all’articolo comparso su LaRepubblica mercoledì 25 febbraio 2009:
Basta Fondi ai Teatri di Alessandro Baricco, abbiamo chiesto ad alcuni artisti veronesi di darci il loro parere.
Ecco ciò che ne è emerso…

“In linea di massima è impossibile contestare ciò che scrive Baricco: le istituzioni italiane che si occupano di cultura, nella fattispecie di teatro, sono obsolete, antiche; come antichi sono gli strumenti che utilizzano: non adeguati alle richieste del mercato contemporaneo nazionale ed internazionale.
Diventa naturale, quindi, che le attività a tali enti correlate, risentano della staticità di un sistema in stallo.
A prescindere inoltre dalla delicata fase di recessione dei mercati mondiali, è necessario sottolineare che l’Italia è un Paese biologicamente portato a vivere di turismo e cultura ma che tale vocazione è stata spesso dimenticata da enti ed istituzoni pubbliche e da investimenti strutturali carenti oppure veicolati erroneamente.
Che dire dei ca. 500 teatri chiusi, soprattutto nel meridione? oppure dei teatri iniziati e mai portati a termine, nonostante i cospicui fondi europei?
Che dire poi dei teatri aperti e regolarmente funzionanti?
Il loro modus vivendi è forse più vicino a quello di un circo, piuttosto che a quello di un teatro.
La carenza di attrezzature fisse in ciascuna struttura produce, infatti, dei veri e propri carrozzoni itineranti: furgoni stpati di attrezzi e strumenti necessari alla propria produzione che devono spostarsi assieme alla compagnia e che invece dovrebbero far parte di ogni teatro che si voglia definire tale.

Se le strutture fossero messe in grado di funzionare correttamente, ed i fondi erogati non fossero sperperati inutilmente – sport nazionale -, esisterebbero già le condizioni per creare nuove opportunità per le giovani generazioni, che oggi più che mai si trovano a lavorare in condizioni ridicole e talvolta mortificanti rispetto agli assetti europei.
L’Italia, infatti, rispetto agli altri Paesi d’Europa si trova ad essere il fanalino di coda quanto ad investimenti in questo settore e questa situazione crea inevitabilmente grosse difficoltà per chi fa teatro, che si ritrova soprattutto a dover sopravvivere, aggravato da un indebitamento generale prodotto dalla crisi economica in atto.

Ma chi manca all’appello sembrano essere soprattutto i giovani! E qui ci riferiamo sia a chi lo pratica sia a chi ne fruisce.
Dal punto di vista del pubblico, è indubbio che l’attenzione dei giovani sia rivolta più alla televisione e al cinema, forse perché il teatro italiano non sa indovinare il momento d’incontro coi giovani. Oltre ad un mea culpa, però, è necessario rendersi conto che un forte limite è dovuto al fatto dalla poca attenzione riservata dai media al nuovo.
E chiaro che tutto ciò rientra in un circolo vizioso: scarso interesse, poca visibilità, scarsa preparazione del pubblico a recepire nuove istanze artistiche.

E’ ovvio che anche dall’interno sia necessario rinnovare il teatro: la preparazione degli artisti, nonché la costanza nell’aggiornarsi e nel continuare a formarsi, devono essere un valore più forte della necessità di andare subito in scena.
Chi esce dalle scuole, poi, non ha la possibilità di mettersi immediatamente in gioco, di mettere le proprie capacità alla prova.
Ogni teatro italano rasente ancora dell ricerca del divo, del personaggio, ancor più che della qualità e dell’avanguardia;ma non dobbiamo dimenticare che i grandi maestri di oggi sono i giovani di ieri che sperimentavano, che facevano ricerca.

d’accordo con Baricco nel pensar una scuola che preveda un piano di valorizzazione delle arti nei curricula scolastici, che prevede non soo la teoria, ma anche la pratica, attraverso l’adeguamento delle strutture in questo senso (una palestra non è sempre sufficiente!).”

Artisti Associati