sabato 31 gennaio 2009

E che non si dica che per i giovani non si fa mai nulla!


Metti 6 giovani veronesi tra i 23 ed i 28 anni. Metti l'Assessore alle politiche Giovanili Alberto Benetti. Metti Meri Malaguti ovvero la personificazioe di Fondazione Aida.
E poi mettili tutti assieme attorno ad un tavolo per definire cosa sarà del progetto FREE ENTRY - Ingresso libero alle idee.

L'idea dell'Assessore, è stata quella di coinvolgere i 6 ragazzi nell'organizzazione e ideazione di una serie di incontri con l'autore che si terranno a Verona tra febbraio e maggio 2009. Ma non solo! I ragazzi saranno niente popo'dimeno che i moderatori degli incontri!
Ma cosa c'entra la Fondazione con tutto ciò?

Fondazione Aida si è accollata l'onere di provvede a coordinare e sostenere i ragazzi in tutte le fasi del processo di realizzazione, organizzazione e promozione degli eventi.
Dopo l'occupazione pacifica degli uffici, i ragazzi si sono divisi il lavoro, e con esso, le operazioni di destabilizzazione di ciascun reparto di Fondazione Aida:
- la creazione del materiale per la comunicazione (locandine, cartoline ecc..) ha reso alquanto complicato il lavoro di Annachiara (la grafica paziente) che non sapeva più quale Mac utilizzare per il suo lavoro
- il lavoro dell'ufficio stampa è stato a dir poco entusiasmante: Lara si è dilettata nel coordinare Anna, Sara e Nadia nel curare la promozione sui siti internet e sulla stampa locale. Da qualche giorno a questa parte, la nostra addetta stampa sorseggia lentamente tisane di camomilla
- l'organizzazione generale (ovvero TUTTO il resto) è stato affidato a Flaminia, l'Atlante di Fondazione
E Meri Malaguti? ogni giorno aumentava il kilometraggio delle sue corse mattutine. C'è chi dice di averla avvistata con l'ipod ed il palmare sulle colline di Montorio.

Fatto sta che ieri mattina, in Sala degli Arazzi del Comune di Verona, è stato presentato il progetto alla Stampa. Tutto è filato liscio come l'olio e mentre i ragazzi presentavano ai giornalisti gli appuntamenti, l'Ufficio ha tirato, per qualche ora, un liberatrio sospiro di sollievo...

www.freeentryverona.blogspot.com

lunedì 8 dicembre 2008

Corso Gratuito per Tecnico Teatrale

La Regione del Veneto ha approvato il progetto per la formazione professionale superiore del settore dello spettacolo che comprende il corso per tecnico teatrale promosso dalla Fondazione Aida in collaborazione con le compagnie professionali La Piccionaia , I Carrara di Vicenza e Il Gruppo Alcuni di Treviso. La finalità del corso, interamente gratuito, è fornire il bagaglio necessario per intraprendere questa professione dai molteplici sbocchi lavorativi. Il corso, che si svolgerà a Verona presso le aule formative della Fondazione Aida (via Luigi Bonomi), si rivolge a 15 giovani non occupati, maggiorenni, che hanno assolto l’obbligo dell’istruzione.
L’obiettivo è formare una figura tecnica di base e soddisfare la richiesta di tecnici professionalmente preparati da parte dei teatri stabili, compagnie e organizzazioni teatrali.Il percorso propone una formazione di base nelle aree di elettrotecnica, illuminotecnica, fonica, costruzione di scene, allestimento di spettacolo, norme di sicurezza applicate allo spettacolo dal vivo; offre inoltre l’opportunità di aprire lo sguardo alla dimensione europea, attraverso le lezioni (40 ore) studio all’ISTS ad Avignone (Francia), il principale centro di formazione europeo specializzato nelle figure tecniche dello spettacolo dal vivo. Durante il percorso è previsto anche uno stage presso alcune strutture professionali del Veneto. Requisiti per la partecipazione: maggiore età; diploma di scuola superiore o qualifica professionale. La partecipazione è interamente gratuita.Scadenze ed iscrizioni:Le domande d’iscrizione (previa richiesta telefonica dell’apposito modulo al numero 045-8001471, 595284) andranno inviate insieme al proprio Curriculum Vitae entro e non oltre giovedì 8 gennaio 2009 a uno dei seguenti indirizzi: e-mail formazione@f-aida.it , fax 045-8009850. I possessori di curricula valutati idonei verranno convocati per il colloquio di selezione finale di lunedì 12 gennaio. Inizio lezioni: mercoledì 21 gennaio 2009.A termine del corso sarà rilasciato Attestato di Frequenza.Per maggiori informazioni:FONDAZIONE AIDA/Ufficio FormazioneEliana MercantiTel. 045 8001471-045 595284 - fax +39 045 8009850e-mail: formazione@f-aida.it - www.fondazioneaida.it

venerdì 21 novembre 2008

PROCESSO ALLE VERDURE: RETROSCENA DI UN FATICOSO DEBUTTO

Tutto inizia 1 anno fa quando Aida incontra Camst e Giunti, ed insieme pensano ad nuovo bussiness da propinare ai bimbi.
Il virgulto italico, lungi dall’avvicinare la pesata media dei “vitellini” d’oltreoceano, si trova, però, ad essere immerso in un mare di merendine, caramelle, intingoli varii che mettono a repentaglio i buoni propositi delle mamme.
Per non parlare dell'atavica repulsione alle verdure: hai voglia a raccontare che gli spinaci del pranzo sono dei succulenti capelli di drago bolliti dalle streghe!
Da qui nasce il bisogno di sensibilizzare le nuove generazioni ad una sana e corretta alimentazione fin dalla tenera età.
E allora perchè non ideare uno spettacolo ed un libro ad hoc?

Ma sia l'organizzatissima azienda di ristorazione, che l'efficientissima casa editrice, non avevano fatto i conti con delle insidie che si nascondono sulla strada di una produzione di successo!

Partiamo dalla la regia, che inizialmente avrebbe dovuto essere affidata alla già collaudata Catia Pongiluppi (Avenida Immaginaria, La Freccia Azzurra, Nella Notte di Natale...).
I provini, invece, avevano visto i vincitori i navigati: Riccardo, Cristina, Emanuela.

Per quanto riguarda scenografie e costumi, la proposta iniziale di uno sponsor è stata quella di creare tutto con la carta.
Ci siamo chiesti se i suddetti avessero la minima idea di cosa succedesse tra gli attori nel backstage ed in scena...
La produzione, dopo le opportune considerazioni, ha deciso quindi di ingaggiare il Stefano Coccurello, detto il Cocu: tutto d’un pezzo come si confà agli abitanti dei monti di San Giovanni in Persiceto, il Cocu, alterna la costruzione di scene teatrali ultra resistenti al disboscamento del terreno sotto casa.
Ma il meglio aveva ancora da venire!

Tutti sanno, in Aida, che quando la porta dell'ufficio di Meri è chiusa, la distanza di sicurezza da mantenere dalla porta è di circa 1 metro e mezzo.
Le pareti dell'ufficio, inoltre, sono insonorizzate.
Ecco perchè non sappiamo cosa sia accaduto durante il colloquio con Catia.
Fatto sta che la regista ha deciso di abdicare.
Ed ecco, qualche tempo dopo, l'incoronazione di Massimo Lazzeri a regista ufficiale, il quale decide di ammettere a corte anche Francesco Pellino.
Francesco Pellino detto l'eclettico, che durante le prove ha subito metamorfosi impensabili:
da sedano a fagiolo, da Pierino a Lupo (ma questa, è un'altra storia), cavolfiore, Tommy, nonchè grande amico di Paolo Poli.

Massimo Lazzeri, si diceva: già acclamatissimo nel “William, se volete” decide di replicare.
E nuove, minacciose nubi problematiche avanzano all’orizzonte.
Non perché non sia bravo, ma perché il copione è stato consegnato agli attori con qualche giorno di ritardo rispetto al previsto!(Meraviglioso, l’ escamotage dello scaltro Pellino:attaccare la parte del sedano sul sedano stesso!!).
Che dire poi della povera Manu:a 5 giorni dal debutto si è vista con grandi fette del copione rivedute e corrette, le scene da montare, i costumi da cucire, le verdure da mangiare, il teatro strapieno di bambini.
La poverina è andata in crisi - ulteriori dettagli e chiarimenti sul significato di “crisi” non sono pervenuti. La fedina penale della suddetta, ad oggi, risulta comunque pulita.

Abbiamo dimenticato qualcuno?
Ah..Cristina Nadrah! Tutto lo staff si chiede ancora dove (e soprattutto come) riesca a trovare la serenità buddista con cui affronta la tragicomicità del lavoro in Aida.
Il giorno del debutto: 9 novembre 2008

Tutto pronto, tutti pronti:: carote, sedano, fagioli, cavolfiore, canzoni.
Riccardo sistemava il pubblico, (le centinaia di parti non erano sufficienti, anche quella della maschera?!?!) Massimo è andato a fare Pinocchio, RobertoTerribile, in fibrillazione, inveiva contro Antonella (la Gatta, cassiera ufficiale, l’ha scampata!) assalita dall'orda di spettatori che reclamavano biglietti e prenotazioni.

Meri mascherava il tutto con eficacissime public relations, in attesa dei 20 giornalisti che avrebbero dovuto occupare le prime file. Lara, i giornalisti erano in 5!!
Non è dato a sapere cosa sia accaduto ai tecnici in cabina regia.

Il sipario, ad ogni modo, si è aperto senza incepparsi.

giovedì 13 novembre 2008

Logica deduttiva

Qualche giorno fa, Andrea, si lamentava della vita in quel di Merano.
MeranoMeran è una ridente cittadina in provincia di Bolzano, nell’ancora più ridente (benché spicchi per l’alto tasso di suicidi) Regione Trentino-AltoAdigeSuedtirol.
Andrea raccontava che i ggiovani meranesi, durante la settimana, usano rinchiudersi in casa a fare NULLA, oppure, per bene che vada, organizzare degli avvincenti tornei alcoolici, tra amici. Nel week end, invece, frustrati dalla settimana lavorativa, i ragazzi portano avanti con orgoglio e dedizione, quello che pare esser diventato lo sport nazionale: ubriacarsi.
Perché?
Embeh, direte...l'AltoAdigeSuedtirol NON è Italia!
A Merano, così come in altre e altrettanto ridenti località peninsulari, la cantilena è sempre la stessa: per noi gggiovani, non c’è mai nulla da fare!


Venerdì 21 novembre ’08
Teatro Filippini
Federico Rampini presenta il suo ultimo libro: “Centomila punture di spillo”
e la componente femminile dell’ufficio è in fibrillazione.
Lara, addetta stampa, ha passato un pomeriggio intero a cercare la mise adatta all’evento ed ha acconsentito affinché venissero postate le sue affermazioni a riguardo: “sono innamorata di lui, non vedo l’ora che atterri al Catullo”.
Giulia, meno enfatica: “Mi piace brizzolato” (anche il tuo fidanzato legge il blog, Giulia?)
Voci di corridoio mormorano di un appuntamento dal parrucchiere per Meri, il capo.
Guglielmo, maschio stacanovista, ha risposto semplicemente con un “Chi viene, scusa?”
Fatto sta che il corrispondente da Pechino per Repubblica apparirà fugacemente a Verona per parlare di come, la nostra pigra, indolente e sconsolata Italietta, possa infilare un paio di Nike (le porta lui da Pechino?) per tornare a correre e riattivare l’economia, proprio come si confà ad un Paese Occidentale!

Per smettere di piangersi addosso ed iniziare a fare qualche cosa.

giovedì 6 novembre 2008

...a proposito di insieme...



A proposito di INSIEME…


IL TEATRO DELL’ OPPRESSO è una filosofia teatrale che comprende differenti tecniche create dal regista brasiliano Augusto Boal già direttore del teatro Arena di San Paolo. Le accomuna l'obiettivo di fornire strumenti di cambiamento personale, sociale e politico per tutti coloro si trovino in situazioni di oppressione.

Ispirato alle idee di Paulo Freire ed al suo conosciuto trattato, La Pedagogia degli Oppressi, Il Teatro dell'Oppresso nasce in Brasile negli anni 70, in un clima di lotte operaie e contadine. In origine questo metodo era un mezzo per rendere coscienti le persone rispetto ai conflitti sociali.
Nel suo passaggio in Europa il teatro dell'oppresso è stato utilizzato per lavorare sui conflitti personali.
Il teatro e la recitazione hanno qui il fine di rappresentare le oppressioni quotidiane con l'intento di trovare strategie per la trasformazione dei conflitti.
Oggigiorno si applica in tutto il mondo dove l'oppressione continua ad esistere sia in forme sottili che conclamate, principalmente come squilibrio di potere o esclusione sociale. Uno dei motivi della popolarità del TdO è l'idea di attivare lo spettatore ponendolo al centro del lavoro teatrale, al fine di includere differenti rappresentazioni della realtà ed esplorarne possibili trasformazioni in forma creativa e socializzata.

Fondazione Aida ha pensato ad un laboratorio teatrale per adolescenti con le tecniche del TdO. Attraverso un insieme di esercizi, giochi e tecniche teatrali che hanno lo scopo di “de-meccanizzare” fisicamente e intellettualmente le persone che lo praticano, il TdO propone il dialogo come mezzo per riflettere e trovare alternative ai conflitti interpersonali e sociali che fanno parte della vita quotidiana degli attori e degli spettatori. Si fa promotore di iniziative e dibattiti che portano le persone a riflettere su problemi attuali della realtà in cui viviamo.